COLLOQUI D'AMMISSIONE

Sono in corso i colloqui d’ammissione per la scuola di specializzazione in psicoterapia per l’anno 2019-2020

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La psicoterapia di gruppo può rappresentare un valido aiuto al processo di individuazione. Attraverso la vita personale, familiare e sociale ogni individuo gioca alcuni specifici ruoli ed assume un certo numero di funzioni. Egli è attore più o meno consapevole delle regole, dei miti e degli ideali di tutti i suoi universi relazionali. Gli avvenimenti particolari che segnano la sua storia personale lo sottopongono a diverse distanze emozionali rispetto a se stesso e agli altri.

Il gruppo di psicoterapia sistemico-relazionale offre la possibilità di ri-vivere, nel contesto attuale, quanto è stato vissuto nella propria famiglia di origine, nella propria famiglia attuale e nei differenti altri sistemi. E proprio da questo esperire di nuovo dipenderà la possibilità di portare avanti, più o meno compiutamente, il proprio processo di individuazione.

In particolare il processo psicoterapeutico permette a ciascun partecipante di:

chiarificare i ruoli giocati nei differenti sistemi di appartenenza (specificamente il mondo familiare, quello degli amici e quello del lavoro);

rivivere le particolari emozioni su cui si è arenato il processo di individuazione;

comprendere i miti, le regole e le leggi dei propri universi relazionali che hanno sostenuto quel particolare funzionamento.

Naturalmente un processo di individuazione ben compiuto fonda e sostiene una stabile identità sociale. Ad essa, nel lavoro gruppale, si perviene attraverso momenti di crisi che cambiano e ristrutturano il gruppo e momenti di riflessione che consentono l’elaborazione della crisi e la stabilizzazione del cambiamento. I momenti dell’elaborazione infatti seguono sempre i momenti dell’esperienza: la riflessione permette di articolare ciò che si è sperimentato con ciò che si è conosciuto creando appartenenza e senso di sé sociale.

I componenti del gruppo, quando sono in grado di utilizzare il gruppo come specchio in cui guardare, per riconoscere in esso parti di sé, acquistano la capacità di oggettivare i propri vissuti; nel tempo si giunge ad una vera e propria identità gruppale, una sorta di personalità di gruppo dove ciascuno si riconosce come una parte. Questo momento di consapevolezza è fondamentale perché adesso ognuno è in grado di relativizzare se stesso; migliora così la comprensione e la comunicazione tra i membri e si assiste ad un cambiamento globale delle dinamiche gruppali (cfr. L. Baldascini, Il bene e l’utile, 1990).

L’agente attivo del cambiamento è il gruppo stesso mentre il terapeuta, sensibile alle sue tendenze (del gruppo), ne rappresenta la guida. L’agire psicoterapeutico è legato alla ricerca delle relazioni intercorrenti tra i sistemi relazionali di appartenenza degli individui ed alla ricerca delle relazioni tra il mondo intrapsichico con quello interpersonale.

Cercare le connessioni tra i mondi interpersonali in cui è vissuto l’individuo secondo l’orientamento sistemico-relazionale è possibile grazie al fatto che il gruppo in terapia rappresenta un sistema relazionale sufficientemente plastico per configurarsi ora come un sistema amicale, ora come un sistema familiare ed ora come un gruppo di adulti. Questa ricerca permette di portare nel presente quanto ciascuno ha vissuto nei diversi contesti di apprendimento (famiglia, coetanei e gruppo di adulti) arricchendo di significati nuovi le esperienze passate.

La ricerca invece delle relazioni tra i mondi interni e quelli esterni è possibile grazie all’isomorfismo funzionale tra i sistemi intrapsichici con quelli interpersonali (vedi Vita da adolescenti, pp. 25-98 e 101-184). Questa consente il passaggio dalla logica inter a quella intrapersonale e viceversa. Divengono così più comprensibili il rapporto esistente tra il sintomo ed il problema sottostante ed il rapporto tra questo e l’universo relazionale che lo sostiene.

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