COLLOQUI D'AMMISSIONE

Sono in corso i colloqui d’ammissione per la scuola di specializzazione in psicoterapia per l’anno 2019-2020

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La psicoterapia individuale deve tener conto del sistema intrapsichico coinvolto

La nostra visione circa l’identità ed il funzionamento dell’individuo prevede una sostanziale differenza tra il Sé e gli Io. Il senso d’identità rappresenta la principale funzione del Sé; esso mira alla costituzione della permanente ed unitaria identità personale, integrando ed organizzando le rappresentazioni intrapsichiche corrispondenti ai differenti Io. La molteplicità egoica ha un costante rapporto con il Sé che si costituisce come schema di riferimento permanente e continuo e si svolge attraverso sequenze speculari rispetto a ciascun Io ed in relazione con la realtà esterna.

La molteplicità egoica è organizzata in tre sottosistemi, ciascuno corrispondente a gruppi di funzioni specifiche. Esse corrispondono al fare, al sentire ed al pensare. Le vicende evolutive del Sé e degli ego dei tre sottosistemi intrapsichici sono interdipendenti e non separabili; la costruzione soggettiva dell’identità sarebbe fondata, infatti, proprio sul rapporto intrasistemico ed intersistemico del Sé (come intero) in funzione del divenire dialettico degli ego (come molteplicità). L’evoluzione e l’armonia sembrano dipendere dal riconoscimento del Sé degli “agire”, “sentire” e “pensare” dei differenti io.

La disarmonia, invece, dal riconoscimento del Sé di una o poche funzioni di un solo sottosistema. In simili circostanze un sottosistema tende a funzionare al posto degli altri e la forma psicopatologica che ne deriva può manifestare lo “stile” del sottosistema coinvolto. Se, per esempio, è implicato il sistema emozionale questo pervaderà gli altri sistemi e “lavorerà” al posto di quello cognitivo introducendo una inutile e dannosa fretta nelle situazioni in cui occorrerebbe calma nel giudizio e nella deliberazione.

Se, invece, è il sistema cognitivo che tende a sostituirsi a quello emozionale l’individuo si mette a deliberare, anche nelle situazioni in cui c’è bisogno di rapida decisione. Se, poi, è il sistema motorio a lavorare al posto di quello cognitivo l’individuo avrà un atteggiamento esclusivamente automatico, anche quando l’automatismo è deleterio: ciò avviene nella norma quando leggiamo o ascoltiamo qualcosa meccanicamente; in questi casi percepiamo le parole ma non ne comprendiamo il senso… (cfr. Vita da adolescenti, pp. 25-98).

La psicoterapia relazionale individuale deve naturalmente tener conto del sistema intrapsichico coinvolto perché è ben diverso l’atteggiamento terapeutico se abbiamo di fronte un individuo “cognitivo” rispetto ad un individuo “emotivo” oppure “motorio”. Si tratta di stabilire relazioni terapeutiche differenziate, pena l’incomprensione e l’impossibilità di un rapporto utile al processo evolutivo. Naturalmente è necessario non perdere di vista nemmeno i sistemi interpersonali che sostengono la psicopatologia in atto per evitare manovre controsistemiche che provocherebbero reazioni tendenti ad impedire il processo psicoterapeutico.

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